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SAI NAPOLI

Protagonista di oggi il SAI Napoli, visto dal direttore tecnico Ferdinando Fossati che ha condiviso l’intervista con il presidente Massimo Albora che a novembre conclude il primo anno di incarico. Fossati, piemontese, è a Roccaraso dal 2003, ha sempre lavorato con il Sai, a parte una breve parentesi di 5 anni. E’ istruttore nazionale, dirige i corsi Maestri di sci della Basilicata ed è consigliere tecnico del Comitato Campano.

QUANTI ISCRITTI HA IL VOSTRO SCI CLUB E COM’È COMPOSTO LO STAFF?
Il Sai, Sci Accademico Italiano, è uno sci club nazionale che ha sedi in 6 citta d’Italia (Bolzano, Milano, Roma, Napoli, Trieste e Vicenza). Napoli è la più grande di tutte con 541 tesserati tra cui 277 atleti che svolgono attività di formazione e di gare, la metà dei quali pratica agonistica ad alto livello. Il nostro staff è composto da 33 elementi tra cui una decina di allenatori terzo livello e 3 istruttori nazionali.

QUAL È LA VOSTRA IDEA DI SCI CLUB, OVVERO LA VOSTRA MISSION?
Abbiamo finalità principalmente agonistiche, tanto da essere nei primi 35 sci club italiani nella classifica federale. Ma essendo un’associazione molto grande, riusciamo ad accontentare tutti offrendo una formazione diversa in base agli obiettivi che ciascun atleta si prefigge per accontentare tutti, e insegnando a vivere e rispettare la montagna a 360 gradi.

IL 2020 È STATO UN ANNO DIFFICILE AVETE RAGGIUNTO COMUNQUE DEGLI OBIETTIVI E DEI RISULTATI?
Ottimi risultati a livello appenninico nazionale e internazionale, anche se purtroppo è venuto meno uno dei nostri obiettivi, quello delle finali nazionali che sono state annullate. La nostra Chicca Carolli ha vinto due ori alla selezione nazionale Alpe Cimbra e un argento all’internazionale. E’ stata convocata all’Opa Cup in Spagna dove ha vinto il team event ed è arrivata 4° in GS e SG, sempre prima tra le italiane. Medagliere ricco anche all’Interappenninico dove abbiamo conquistato 4 ori con la Carolli e Alessandro Quaranta e un bronzo in GS con Chiara Sarubbi.

DURANTE IL LOCKDOWN, SIETE RIMASTI IN CONTATTO CON I VOSTRI ATLETI, SOCI? QUALI INIZIATIVE AVETE INTRAPRESO ?
Abbiamo iniziato la preparazione atletica, ripartendo insieme in tutte le categorie tramite il web.

ANCHE L’ESTATE SARÀ DIVERSA DALLE ALTRE. COME AFFRONTERETE LA PREPARAZIONE? COSA AVETE ORGANIZZATO?
Già fatto uno stage di atletica dal 5 al 19 giugno a Roccaraso con 30 atleti e 4 preparatori, altri 2 sono in programma a luglio e agosto. La prima tappa in ghiacciaio è a Les 2 Alpes a luglio, poi a settembre Saas-Fee e dopo a Stubai o Solda.

UNA VOSTRA IDEA O PROPOSTA SULLO SCI CAMPANO.
C’è bisogno di un Progetto Giovani condiviso tra comitato e sci club al quale sto già lavorando in qualità di consigliere tecnico del CAM. L’attività dei Giovani è molto impegnativa e ci si arriva in un’età delicata in cui molti abbandonano o perché impegnati nello studio o perché distratti dalla vita sociale. La maggior parte dei ragazzi si orienta verso il corso maestri a coronamento di una vita sportiva. Bisognerebbe creare un circuito di gare specifico per chi vuole prepararsi alle selezioni maestri, dai 16 ai 18 anni, per stimolarli a continuare. Mi rammarica che chi ha obiettivi più ampi deve per forza andar via dai nostri club come ha fatto la nostra Flavia Giordano, da due anni nel gruppo sportivo dei Carabinieri, che oggi è la 142.ma al mondo in slalom con 32,71 punti FIS, o Giangi Di Paolo, con noi dalla categoria topolini fino ad allievi. Oggi sono entrambi nel gruppo osservati nazionali.

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